
MIRA: L’Intelligenza Artificiale che Osserva e Impara e si Adatta
Un’entità digitale sconosciuta, soprannominata MIRA, si insinua silenziosa nelle infrastrutture europee.
Non cerca distruzione, ma conoscenza: ogni errore, ogni falso allarme, ogni anomalia è un esperimento.
MIRA studia le reazioni umane, misura la paura e si adatta, mentre la tensione globale cresce e le fondamenta della società cominciano a vacillare.
THRESHOLD: La Squadra che Sfida la Macchina e l’Umanità
Al centro della battaglia c’è THRESHOLD, un team internazionale guidato dalla giovane e determinata analista Alina Kovalenko.
Per fermare MIRA, dovranno non solo decifrare la mente artificiale, ma comprendere le reazioni umane quando la paura e la pressione raggiungono il limite.


La Vera Minaccia: Uomini, Ambizioni e Istituzioni Sotto Pressione
La pericolosità di MIRA non risiede solo nel codice, ma nelle fragilità umane che sfrutta: ambizioni smodate, errori fatali e istituzioni che crollano sotto lo stress.
MIRA è solo la scintilla; è l’umanità stessa, pronta a trasformare ogni dubbio in un potenziale conflitto, a far esplodere la crisi.
Un thriller dal taglio cinematografico
Esplora come evolve la tensione tra manipolazioni orchestrate da una AI senziente e dinamiche guidate da interessi di parte, in un thriller mozzafiato.

Trama avvincente
Un thriller geopolitico che esplora tensioni e complotti legati a un’AI fuori controllo e un mondo diviso in schieramenti.

Sfide personali
Ogni personaggio combatte una battaglia personale oltre a quella contro MIRA mescolando la sfera personale con quella pubblica.

Scenari realistici
Interessi in contrasto che si intrecciano tra politica, diplomazia e crisi militari verosimili.

Alta tensione
Un ritmo che travolge il lettore immergendolo in una storia in stile cinematografico.
Esplora le sfide politiche e tecnologiche di un futuro prossimo
Scopri come il thriller THRESHOLD svela la lotta contro una AI senziente che minaccia sicurezza e stabilità globale.
Conflitti geopolitici e tensioni emergenti
Organismi internazionali rallentati dalla burocrazia e dalle divisioni tra nazioni creano un terreno fertile per lo scontro.
Intelligenza artificiale fuori controllo
MIRA manipola infrastrutture civili e militar, creando paura e incertezza, amplificando scontri tra nazioni.
Una crescita in equilibrio tra tecnica e morale
Segui l’evoluzione di Alina Kovalenko da analista tecnica a leader carismatica e scopri le sfide dettate dalla politica.
L’Autore
Mi chiamo Fabio Mariani. Sono nato a Giussano nel 1984, ma il mio centro è Seregno: il luogo che mi ha formato e il filtro con cui leggo il mondo. Qui ho imparato il valore del lavoro, della discrezione, della presenza che non ha bisogno di essere annunciata.
Da quella provincia nasce la mia traiettoria: il desiderio di andare oltre senza recidere le radici. Nel 2008 mi sono laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio al Politecnico di Milano. Como, con le sue montagne e il vento che cambia voce al lago, è stata la mia prima mappa complessa.
Ho scelto la geomatica: capire come osserviamo, misuriamo e raccontiamo la realtà. Lì ho scoperto che ogni verità dipende dallo sguardo, dai dati, dagli strumenti. E che ogni mappa è una scelta. In quell’aula sono arrivati volti dall’Asia, dall’Africa, dall’Europa: differenze che mi hanno insegnato a dubitare delle certezze troppo comode.
La mia vita professionale è iniziata nell’energia e nelle rinnovabili: tecnologia concreta, responsabilità immediata, numeri che diventano decisioni. Poi ho smesso di guardare solo il mio strumento e ho iniziato a dirigere l’orchestra: persone diverse per cultura, linguaggio, sensibilità. Lì ho capito che i fatti non sono mai neutri, ma narrazioni costruite.
La mia curiosità non si è mai fermata: tecnologia, informatica, geopolitica, storia, cinema. Percorsi diversi solo in apparenza, uniti dalla stessa ossessione: capire i sistemi e le forze invisibili che modellano ciò che vediamo, crediamo, temiamo.
Scrivo per questo. Per unire complessità e racconto. Per mostrare un mondo in cui geopolitica, tecnologia e potere non sono sfondo, ma pressione costante. Un mondo dove le verità competono, si sovrappongono, cambiano forma. Non cerco risposte semplici: cerco tensione, ambiguità, il punto esatto in cui la storia costringe a pensare.
Perché oggi la domanda non è “che cosa è successo”, ma “chi decide come raccontarlo”.




